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23/08/2009
Bello godere di questo caldo che si fa brezza la sera, di questi silenzi rotti da cicale, di queste leggende di tassi davanti al cancello e di daini notturni che scompaiono appena visti...Di questi temporali che si annunciano un'ora prima, giusto per non disturbare, e come arrivano se ne vanno lasciando il cielo blu come prima...Di questi pazzi bimbi che vuoi immaginare che saranno così l'anno prossimo e quello dopo, e quelli dopo ancora... E di questi pensieri leggeri che cacciano via quelli di un rientro che non vorresti arrivasse mai, anche se in fondo di questo tempo sospeso sai che non potresti vivere più di un mese perchè inizia subito ad appesantirsi di progetti, sogni, ansie... (Perchè non riesco a godermi il presente senza paure del futuro, mai???)
28/04/2009
Ma guarda qui...tutto in abbandono...erbacce da tutte le parti....ok, prendo un saccone e inizio a far pulizie. Torno presto...
11/02/2009
Le cose in comune- Daniele Silvestri Le cose che abbiamo in comune sono 4.850
le conto da sempre, da quando mi hai detto
"ma dai, pure tu sei degli anni '60?"
abbiamo due braccia, due mani ,due gambe, due piedi
due orecchie ed un solo cervello
soltanto lo sguardo non è proprio uguale
perché il mio è normale, ma il tuo è troppo bello
Le cose che abbiamo in comune
sono facilissime da individuare
ci piace la musica ad alto volume
fin quanto lo stereo la può sopportare
ci piace Daniele, Battisti, Lorenzo
le urla di Prince, i Police
mettiamo un CD prima di addormentarci
e al nostro risveglio deve essere lì
perché quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
quando io piango... tu piangi
quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
quando io piango... tu ridi
Le cose che abbiamo in comune
sono così tante che quasi spaventa
entrambi viviamo da più di vent'anni
ed entrambi, comunque da meno di trenta
ci piace mangiare, dormire, viaggiare, ballare
sorridere e fare l'amore
lo vedi, son tante le cose in comune
che a farne un elenco ci voglio almeno tre ore... ma...
Allora cos'è
cosa ti serve ancora, a me è bastata un'ora...
"Le cose che abbiamo in comune!", ricordi
sei tu che prima l'hai detto
dicevi "ma guarda, lo stesso locale
le stesse patate , lo stesso brachetto!"
e ad ogni domanda una nuova conferma
un identico ritmo di vino e risate
e poi l'emozione di quel primo bacio
le labbra precise, perfette, incollate
Abbracciarti, studiare il tuo corpo
vedere che in viso eri già tutta rossa
e intanto scoprire stupito e commosso
che avevi le mie stesse identiche ossa
e allora ti chiedo, non è sufficiente?
cos'altro ti serve per esserne certa
con tutte le cose che abbiamo in comune
l'unione fra noi non sarebbe perfetta?
Quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
quando io piango... tu piangi
quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
quando io piango... tu ridi... ma...
Allora cos'è
cosa ti serve ancora, a me è bastata un'ora...
Le cose che abbiamo in comune sono 4.850
le conto da sempre, da quando mi hai detto
"ma dai, pure tu sei degli anni '60?"
abbiamo due braccia, due mani ,due gambe, due piedi
due orecchie ed un solo cervello
soltanto lo sguardo non è proprio uguale
perché il mio è normale, ma il tuo, oh: è troppo bello!
troppo bello!
Quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
e quando io piango... tu ridi...
troppo bello!
05/11/2008
La vedi nel cielo quell' alta pressione, la senti una strana stagione?
Ma a notte la nebbia ti dice d' un fiato che il dio dell' inverno è arrivato.
Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un piano,
di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non trova?
Lo senti il perchè di cortili bagnati, di auto a morire nei prati,
la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite?
Lo vedi il rumore di favole spente? Lo sai che non siamo più niente?
Non siamo un aereo né un piano stonato, stagione, cortile od un prato...
Conosci l' odore di strade deserte che portano a vecchie scoperte,
e a nafta, telai, ciminiere corrose, a periferie misteriose,
e a rotaie implacabili per nessun dove, a letti, a brandine, ad alcove?
Lo sai che colore han le nuvole basse e i sedili di un' ex terza classe?
L' angoscia che dà una pianura infinita? Hai voglia di me e della vita,
di un giorno qualunque, di una sponda brulla? Lo sai che non siamo più nulla?
Non siamo una strada né malinconia, un treno o una periferia,
non siamo scoperta né sponda sfiorita, non siamo né un giorno né vita...
Non siamo la polvere di un angolo tetro, né un sasso tirato in un vetro,
lo schiocco del sole in un campo di grano, non siamo, non siamo, non siamo...
Si fa a strisce il cielo e quell' alta pressione è un film di seconda visione,
è l' urlo di sempre che dice pian piano:
"Non siamo, non siamo, non siamo..."
("Quello che non...", Guccini)
E le mie gambe han camminato tanto
E la mia faccia ha preso tanto vento
E coi miei occhi ho visto tanta vita
E le mie orecchie tanta ne han sentita
E le mie mani hanno applaudito il mondo
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
Dove ho visto te
Dove ho visto te
E le mie ossa han preso tante botte
E ho vinto e perso dentro tante lotte
Mi sono steso su mille lenzuola
Cercando il fuoco dentro una parola
E le mie mani hanno applaudito il mondo
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
Dove ho visto te
Dove ho visto te
E c'è una parte dell'America
Che assomiglia a te
Quei grandi cieli senza nuvole
Con le farfalle e con le aquile
E c'è una parte dentro all'Africa
Che assomiglia a te
Una leonessa con i suoi cuccioli
Che lotta sola per difenderli
E le mie braccia hanno afferrato armi
E tanta stoffa addosso a riscaldarmi
E nel mio petto c'è un motore acceso
Fatto per dare più di quel che ha preso
E le mie mani hanno applaudito il mondo
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
Dove ho visto te
Dove ho visto te
E le mie scarpe han camminato tanto
E la mia faccia ha preso tanto vento
E coi miei occhi ho visto tanta vita
E le mie orecchie tanta ne han sentita
E le mie mani hanno applaudito il mondo
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
Dove ho visto te
Dove ho visto te
E c'è una parte della mia città
Che assomiglia a te
Quella dei bar con fuori i tavolini
E del silenzio di certi giardini
E c'è una parte della luna
Che assomiglia a te
Quella dove si specchia il sole
Che ispira musica e parole
Baciami baciami baciami
Mangiami mangiami mangiami
Lasciami lasciami lasciami
Prendimi prendimi prendimi
Scusami scusami scusami
Usami usami usami
Credimi
Salvami
Sentimi
E c'è una parte della vita mia
Che assomiglia a te
Quella che supera la logica
Quella che aspetta un'onda anomala
E c'è una parte in Amazzonia
Che assomiglia a te
Quelle acque calde e misteriose
Le piante medicamentose
(Dove ho visto te", Lorenzo)
21/04/2008
oooh! finalmente l'ho trovata e me la scrivo così me la canticchio in ufficio... Ciao, sono quello che hai incontrato alla festa,
ti ho chiamata solo per sentirti e basta…
si, lo so, è passata appena un’ora, ma ascolta:
c’è che la tua voce, chissà come, mi manca.
Se in quello che hai detto ci credevi davvero,
vorrei tanto che lo ripetessi di nuovo…
dicono che gli occhi fanno un uomo sincero,
allora zitta, non parlarmi nemmeno.
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Perché, sai, non capita poi tanto spesso
che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
ed ho l’età che tutto sembra meno importante,
ma tu mi piaci troppo e il resto conta niente.
Dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte:
se vuole può venire qui a riempirmi di botte!
Però sono sicuro che saranno carezze,
se per avere te vicino almeno servisse.
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Chiuderò la curva dell’arcobaleno
per immaginarlo come la tua corona,
e con la riga dell’orizzonte in cielo
ci farò un bracciale di regina…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza”
è quello che ho provato prima in tua
presenza…
dicono che gli angeli amano in silenzio,
ed io nel tuo mi sono disperatamente perso.
Sento che respiri piano in questa cornetta…
maledetta, mi separa dalla tua bocca!
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Correrò veloce contro le valanghe
per poi regalarti la fiamma del vulcano,
respirerò dove l’abisso discende
e avrai tutte le piogge nella tua mano…
ma solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Ora ti saluto, è tardi, vado a letto…
Quello che dovevo dirti, io te l’ho detto.
(Max Gazzé, "Il solito sesso")
12/04/2008
Ti guardo dormire così sereno, e inizio a essere me: a ricaricarmi di sogni e progetti, a ripensare agli errori fatti, a immaginare cose nuove da fare insieme, a riabbracciare il tuo papà nel silenzio della sera... Ti guardo dormire, ed è il momento più sereno e più malinconico: gli occhietti chiusi in un faccino che crescerà presto, il broncio che copre quei dentini saltati in un giardinetto, la voglia che questa età duri per sempre ma anche la curiosità di vederti diventare grande e scoprire ogni giorno i doni che hai da portare a questo mondo che ha proprio bisogno di musetti come il tuo... E la serenità di una notte di riposo, di silenzi, di lettura, di russate, di ascolto... accordando il mio respiro col tuo, col nostro... In attesa di risvegliarci insieme e "far parlare" tutto quanto...
10/04/2008
Questo post per ricordare la prima parola che ha scritto autonomamente mio figlio. Subito dopo ha detto: "mamma, è per te!" .
Stamattina invece ha scritto "mama" e quando gli ho fatto notare l'errore ha detto "ma io mica volevo scrivere mamma!" e ha aggiunto "nonmama"... Un futuro da serial killer...
Sto facendo il pane con la "madre", o la "biga", o come la chiamate, che ieri mi ha dato la mia nonnetta. La sua madre funziona da anni, e mi diceva che sua mamma se l'era fatta lasciare da sua nonna, e via così...Poi grazie al fornaio sotto casa la madre è andata persa, e mia nonna l'ha ripresa da una decina di anni. Per chi non sapesse, praticamente è un pezzo dell'impasto del pane che viene messo da parte e funziona da lievito per l'impasto successivo, al quale verrà tolto un altro pezzetto che diventerà lievito e via così... Inutile dire quanto mi ci sia buttata di testa su questa cosa: mia nonna che mi lascia un pezzo suo che crescerà con me, ma che a seconda di come lo userò lieviterà o no, sarà sciapo o salato, bruciato o crudo...Questo passarsi esperienze tra generazioni e che ognuno usa a suo modo, lo fa suo o lo butta, lo trasforma o lo tramanda com'è, lo stravolge e poi lo riaggiusta come prima...
07/03/2008
Che sensazione strana passeggiare per il porto antico con un vento da lupi: senti rumori di altre epoche, bandiere che sbattono, un suono come di campanelli...e fischi che sembra un incredibile corteo sul mare...
06/03/2008
Un presagio inquietante: il mio albero di mimosa è crollato stamattina. Come la devo leggere 'sta cosa?
Ferrero, Berlusconi, Del Vecchio: nell'ordine, i tre più ricchi d'Italia. Uno produce la Nutella, l'altro smercia televisione, il terzo costruisce occhiali... Non vi pare un'immagine perfetta di un paese di sfigati spaparanzati su un divano a guardare il Grande Fratello divorando cioccolata? Per la parte occhiali, resto in tema ma mi rifaccio ad antiche leggende sul calo della vista...
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_18817586.html
Il senso di tutte le angosce di madre riassunto in un bimbo che muore da solo col pollice in bocca...c'è sconfitta peggiore per la Vita?
29/12/2007
Anche ricordare di avere un blog può essere un'importante tappa di riavvicinamento ad una sembianza umana... Possibile ridursi a tal stato larvale? Sognare di sognare e basta, ovvero di dormire? Oggi mi son stupita per un improvviso desiderio di andare a Firenze, quando una volta erano questi piccoli salti pindarici (e che, son mica voli!) a dar senso insensato alle mie giornate... Vecchia, ecco, mi sento vecchia, impigrita, e fottutamente (all'americana, wow!) spaventata, da tutto, dalle possibilità, dagli imprevisti. Avere il futuro in casa e temere il presente. E questo mal di schiena, e questi raffreddori, e questo umido nell'anima... Eccheppalle! Qui bisogna che qualcuno venga a dirmene quattro e mi rimetta in riga... Mi metto la sveglia e domani lo faccio io...
02/08/2007
Lavavo le mani ad un quattrenne imbranato e all'improvviso venni folgorata da un ricordo che giro in domanda: ricordate la pubblicità di Vim Clorex? Quella degli anni 70, per capirci. Ecco, io sognavo e chiedevo insistentemente a mia madre di mangiare dentro al lavandino. Desiderio frustrato che è tornato a galla in questa maniera, ma mi chiedo: altri malati di mente tipo me avevano questo tipo di desiderio? (Quasi quasi mi tolgo la voglia...stasera cena nella vasca, dai!Che soddisfa...)
19/04/2007
Buon viaggio, Pato
Ci siamo incontrati per la prima volta nell'ingresso di casa: io contenta di avere di nuovo un gatto in casa, tu un po' meno di essere stato inscatolato ad un capolinea di Quezzi ...Mamma se eri brutto e scorbutico!!! Hai passato i primi tempi in casa da cattivo totale, ne facevi di tutti i colori e non c'era nemmeno la consolazione di guardarti e dire "che carino": brutto, bianco e grigio con degli strani baffetti disegnati intorno al naso, e sempre incazzato col mondo... Non ispiravi tenerezza, no no... Poi tutt'assieme chissà, se ti sei rassegnato o se hai iniziato ad apprezzare la comodità di una casa e quattro umani tutti per te...Insomma, sei diventato dolce, caro, affettuoso in modo quasi sospetto. Brutto sempre, anche un po' rachitico e con la bocca piu' puzzolente del mondo... Il nome, Pato, era destinato a te: trovato il 21 settembre nella stessa data di nascita del mitico Pato Aguilera, dell'anatroccolo avevi la forma precisa. E poi c'era da combattere l'esempio populista dell'altro gatto di famiglia, arrivato qualche mese prima in tempi da mondiale 90 e chiamato Toto' come "Squillaci" !
Ne hai passate di torture che non dovrei neanche dire...in lavatrice, sui fornelli... ad allattare Toffée anche se eri un maschio ("ma vedrete che castrandolo diventa piu' grosso"...)...E te li sei presi i tuoi tempi da gatto, quel mese all'anno di vacanza che gli ultimi giorni nemmeno ne avevi piu' voglia, dalla stanchezza dei tuoi giri per prati e chissà che posti segreti conclusi la sera col richiamo di una persiana che scende! Meglio la comodità, soprattutto quando ci si inizia a far vecchi, e 17 anni non son pochi ma son belli se passati a far fusa e appiccicati al padrone che ami, lo stesso che oggi ti ha accompagnato con amore prima dell'ultimo viaggio... Un fuscello che si consuma, in viaggio verso le nuvole. Ciao Pato, sono contenta di averti potuto salutare con qualche carezza prima della partenza ("e il ritrovarsi è certo per coloro che sono amici").
05/04/2007
Heidi, Heidi, il tuo nido è sui monti/Heidi, Heidi, eri triste laggiù in città/Accipicchia, qui c'è un mondo fantastico
Heidi, Heidi, candido come te/Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi/Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi/Holalaidi, Laidi, Laidi, Laidi, Haho/Heidi, Heidi, tenera piccola con un cuore cosi
Gli amici di montagna, Mu Mu, Cip Cip, Bhe Bhe/ti dicon non partire ti spiegano il perchè/Saresti un pesciolino che dall'acqua se ne va/un uccellino in gabbia che di noia morirà/Heidi, Heidi, ti sorridono i monti/
Heidi, Heidi, le caprette ti fanno ciao/Neve, bianca sembra latte di nuvola/Heidi, Heidi, tutto appartiene a te
Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi/Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi/Holalaidi, Laidi, Laidi, Laidi, Haho/Heidi, Heidi, tenera piccola con un cuore cosi/
Heidi, Heidi, tenera piccola con un cuore cosi
....una donna con questi riferimenti filosofico-culturali così elevati COME PUO' essere lasciata a morir d'inedia in un ufficio privo di ogni pedigrée culturale...salvate la foca monaca * ma ricordatevi pure di me!!!
*a tal fine potrei esagerare citando a memoria il poeta:
"una monaca un po' foca/ che soffriva di pelle d'oca/ non amando le calze nere passeggiava coi collant...Fra Tricheco tentatore/ le mostro' le giarrettiere/ e per fargliele provare la invito' nel suo igloo...Ma la foca per natura /quando è nuda ha paura/ senza qualche precauzione la pelliccia non ti dà!"
...ho il dubbio se si tratti di Iliade o Odissea...
Non è mica invidia, nooo...non è mica perché una al massimo riesce ad andare in Valtrebbia ad agosto...ma vi siete resi conto di come ormai viaggino solo gli anziani? Ieri esco dal lavoro e vedo uno che a malapena si reggeva sulle gambe, con la faccia di una tinta paonazza che avrei imputato all'ipertensione, che risponde al telefono e dice "Si, sono appena rientrato da Tenerife"...Salgo sul bus, e vedo una signora che si sfoglia e segna con la matita un catalogo di viaggi di quelli "cattolici", presente del tipo "sulle orme di Paolo" (che notoriamente girava in 4 stelle e pullman gran turismo), mentre altre due discorrevano delle loro escursioni per Pasqua (una a Venezia e una a Firenze, per la cronaca).
Oh, tutto giustissimo per carità, chi ha lavorato una vita è giusto che se la goda quando puo'. Solo che pensavo che quando a 70 anni smettero' di lavorare non credo che potro' permettermi granché...
Ah, per finire la serata scopro che mia suocera non sarà con noi a Pasqua. Parte per una settimana a Praga...
Una visione di questa mattina che vi devo raccontare: omettino tutto ben vestito, probabile managerino sui quaranta, giacchetta cravatta qualche problema di capelli che "in piazza li rimpiazzo" e iPod appeso al collo. Valigetta in mano e serio problema di fondo: gli auricolari che scappano dai padiglioni, come fare?
Bellissima la soluzione: un nastro elastico nero di cotone, capito di quelli che una di solito li mette i casa quando passa l'aspirapolvere o prima di asciugare i capelli?, attorno alle orecchie a tenerli fermi...
Peccato non averlo fotografato.
04/04/2007
Del perché a quel bivio ho scelto la strada maestra invece che la stradina piu' allettante, l'ho ripensato stamattina. Che poi magari la stradina sarebbe diventata asfalto, ok. E la strada maestra molte volte è un sentiero di montagna che lo scali e arrivi in posti bellissimi, ok. Ma soprattutto gratta gratta è uscito fuori il motivo vero: evitare di far male. Far male una volta, e basta. Non posso stare con una persona che possa esser ferita da me, perché pungo molto spesso e faccio male. Occorrono anticorpi, non cuore scoperto, per una come me che troppo spesso gioca pesante.
Del perché, insomma, a volte si scelgono animaletti a sangue freddo.
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